… parallelogramma di mira… ho cercato di rappresentare, qui sotto, quelli che sono gli elementi che entrano in gioco nella mira, dal punto di vista puramente meccanico. testa, sua inclinazione la cerniera della spalla della corda la cerniera della spalla dell’arco la pupilla dell’occhio la visette per i compound il pin per le diottre sia per l’arco olimpico che compound la mano dell’arco il punto, di spinta della mano sulla grip. la freccia, suo spin e peso, per valutare la parabola non costante. la conformazione della grip. Tutti queste variabili, probabilmente non le uniche, complicano il concetto di mira e da una sovrapposizione di un punto con il punto di impatto, diventa un controllo almeno parziale della gestualità e della sequenza del tiro con i suoi tempi di attuazione. La retta “occhio - punto di impatto”, deve essere sempre allineata, l’occhio, nella mira, vede il punto di impatto, allineato con la visette e il Pin e così deve mantenerlo, ma se devo allineare la pupilla, devo mantenere la testa diritta con il mento parallelo al terreno, mi servirà molto, l’allineamento “spalla corda - spalla arco - mano arco” e di conseguenza è buona regola mantenere la “T” tra “spalla corda - spalla arco - cerniera lombare”. Chissà quante volte, il vostro Istruttore vi ha detto “ mantieni la T” e dite la verità, tante volte vi siete dimenticati di controllare, se lo era. Allineata, deve essere, anche, la retta “mano arco - freccia”, magari togliamo l’angolo, innaturale del polso della corda, (vedi : il polso della corda), se anche qui non siamo consapevoli di cosa facciamo, potremmo variare la spinta sulla grip, il classico , spingere alto o basso, con il risultato della freccia che misteriosamente, va dove vuole. Da tutto questo, possiamo dedurre, che ci sono quattro “macropunti” da tenere sotto controllo: inclinazione della testa linea delle spalle, per mantenere la “T”. l’allineamento, occhio punto di impatto. il triangolo, mano dell’arco, rest o bottone, punto di spinta. Una cosa è la retta che congiunge “l’occhio - punto di impatto”, una cosa è l’angolo che dovrà avere la partenza della freccia per avere una parabola “non lineare”, per colpire sul punto di impatto. La parabola non lineare è la conseguenza dell’alzo del mirino, del peso complessivo della freccia, il suo spine, le libre al rilascio dell’arco, la densità dell’aria, l’umidità dell’aria, l’altitudine e … tutto questo per effettuare un calcolo “balistico”. Voglio puntualizzare che a parità di variabili balistiche, una freccia ben scelta e proporzionata, avrà una parabola diversa di una freccia scelta a caso, perchè quella sbagliata, cercherà di flettersi in modo esagerato, assorbendo con un “lavoro” esagerato, la spinta dell’arco. Ora, osserviamo le figure 1 - 3, sono le posizioni che dobbiamo avere sempre per un buon tiro, rispettiamo sempre la «T» anche se il punto di impatto è alto o basso, così il parallegrogramma di mira è stabile come l’allungo. Quelle che non vanno bene ma le vedo applicate molte volte, sono dalla 4 alla 5 è un allineamento che viene naturale è un sintomo di poco controllo posturale, allenatevi a controllare la vostra posizione di tiro, il parallelogramma di mira varia come l’allungo e la stabilità di tiro perchè le forze sono disallineate. La figura 6 da un segnale di un allungo sbagliato, il clicker se lo usate non scatterà e sono guai, la «T» non c’è ed il carico del nostro peso è tutto sulla gamba opposta al bersaglio, il parallegramma di mira è saltato e non posso che augurarvi di rimediare allenandovi bene.
«tecnica…»