il rest : dite la verità, quante volte, avete regolato il rest dopo la prima taratura? mi sembra di sentire la risposta … mai. Cominciamo ad analizzare a cosa serve il rest, è l’appoggio della freccia, ok ma siete sicuri che è solo un appoggio, non serve anche a qualcosa d’altro ? boh. Il rest, serve a: mantenere la freccia, in linea, fino al momento del rilascio. ammortizzare il movimento della freccia orizontale e verticale, all’atto del rilascio della freccia. Ogni tipo di arco ed applicazione, ha il suo tipo di rest, dico anche applicazione, perchè i rest per gli archi da caccia, hanno in aggiunta dei sistemi per mantenere la freccia pronta nell’arco anche quando si cammina e non si tende la corda. Per tutti i tipi di rest, vale il fatto, che la freccia scorre sul rest per alcuni centimetri, poi, la flessione la piega e lo fa scavalcare, alzandosi e spostandosi in direzione dell’esterno della finestra, questo scavalcamento va aggiustato in fase di taratura dell’arco-freccia, ed esula dalle capacità dell’arciere. Long Bow: La freccia appoggia su un tappetino di feltro o sulla mano dell’arciere. Arco Olimpico, arco nudo: rest di varie fatture, plastica, metallo, metallo e carbonio, per archi scuola è tutto in plastica, per l’utilizzo comune, di un arciere, anche evoluto, preferisco un rest che abbia l’appoggio di metallo con un filo non sottile, la scelta è sulla durata, attenzione a quelli con filo leggero perchè non sapete se resistono a lungo. Il filo che regge la freccia è in “acciaio armonico”, cioè, non perde la sua elasticità. Arco Compound : rest più complicato, l’appoggio della freccia, può essere su lamelle di varia fattura e durezza. il volo della freccia sul rest va tarato, con tre alternative: la freccia è sorretta da un rest a caduta, mentenuto in posizione di sgancio, da un cordino che entra in tensione quando si procede all’allungo massimo. la freccia, scavalca la lamella fissa, entra in gioco l’elasticità della stessa, ci sono varie gradazioni. la freccia, scavalca la lamella che oltre alla sua elasticità, ha la possibilità di essere ammortizzata dalla molla del rest. Non vi dico, cosa preferisco, perchè non voglio influenzarvi, se lo credete scrivetemi. Una prova che si può fare, per vedere il volo della freccia sul rest e la sua uscita dall’arco, è quella di cospargere la freccia di “polvere dello smacchiatore per tessuti”, è sprai. Spruzzate la freccia dalla punta fino a 20 centimetri circa verso le alette, le alette e la cocca. Con molta attenzione, fatevi aiutare, andate in ancoraggio, inserite la freccia ed appoggiatela la freccia sul rest. Quando tirate, sul paglione, la polvere verrà tolta da eventuali incontri non voluti con l’arco. Controllate dalla punta, se ci sono solo due lineette che segnano la freccia, lungo l’asta, è il rest. Per i rest a caduta, decidete se le lineette sull’asta sono troppo lunghe o troppo corte, il che dice che la lunghezza del cordino del rest e troppo lunga o troppo corta, leggete anche la rosata. segni sulle alette o sulla cocca, sono preoccupanti, perchè sono il segnale che la freccia non è ben proporzionata con l’arco (troppo dura o troppo morbida). sulla cocca, potrebbe aggiungersi al punto di prima, la tensione della molla o della lamella del rest e la sua flessibilità. Credetemi, dovete abituarvi a leggere i segnali che l’arco vi manda con, rosate molto larghe, molto spostate a destra o sinistra e tutto quanto non vi torni, deve essere controllato, anche con l’aiuto di un buon Tecnico. Non pensate mai, di sapere tutto, per così non è, ascoltate i suggerimenti, e selezionate quelli che vi danno riscontri pratici evidenti, poi scegliete che strada prendere, non fidatevi dei falsi guru del momento. Il tiro con l’arco è una strada lunga e faticosa, per cercare la perfezione, fuori e dentro di voi. Amen ……. Buon tiro.
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«tecnica…»