Ti suggerisco di leggere attentamente quanto descritto e di avere la pazienza di arrivare fino in fondo al capitolo: ci saranno delle analisi e suggerimenti dove – sono sicuro – ti ci ritroverai. Anche in questo caso dovrò omettere molti particolari, dato che la mia intenzione non è quella di scrivere un trattato di fisiologia e anatomia ma di dare indicazioni che permettano la comprensione su alcuni movimenti che l'arciere deve compiere e le ragioni sulla difficoltà che spesso si riscontrano nel compierli e, perché no, di stimolo a un tuo approfondimento. La spalla è una parte del corpo estremamente complessa e sollecitata in quanto perno dei movimenti degli arti superiori; è formata da cinque articolazioni, di cui la principale è chiamata scapolo-omerale o gleno-omerale perché mette in contatto la testa dell'omero con la cavità glenoidea della scapola. Le cinque articolazioni sono azionate da ventisei gruppi muscolari. La spalla è l'articolazione con la più ampia possibilità di movimento del nostro corpo. La mobilità permette l'esecuzione di movimenti molto complessi ma, di contro, diminuisce la stabilità generale dell'articolazione, soprattutto sotto sforzi eccessivi. Ti ricordo che – per aumentare la possibilità di resistenza alle sollecitazioni, della spalla, come del resto di tutti i gruppi muscolari del nostro corpo – è necessario un allenamento assiduo, specifico e mirato. L'articolazione della spalla è protetta da strutture anatomiche stabilizzatrici, dai muscoli e dai tendini che formano la cuffia dei rotatori. La cuffia dei rotatori è un complesso muscolo-tendineo costituito dall'insieme di quattro muscoli e dai rispettivi tendini: troviamo il tendine del muscolo sovraspinato, anteriormente quello del muscolo sottoscapolare e posteriormente i tendini dei muscoli sottospinato e piccolo rotondo.    
Muscolo Piccolo Rotondo: con la sua azione, sinergica nei confronti dell'Infraspinato, ruota debolmente verso l'esterno il braccio. Muscolo Sottoscapolare: con la sua azione adduce e ruota verso l'interno il braccio (intrarotatore). Muscolo Sovraspinato o Sovraspinoso: con la sua azione abduce e ruota all'esterno (extraruota) il braccio, in sinergia con l'azione del Deltoide La spalla è tenuta in posizione di equilibrio da numerosi muscoli che agiscono "contrapponendosi" su linee di forza molteplici che possiamo, a grandi linee, considerare di tre tipi: sull'asse sagittale, dove avvengono i movimenti di abduzione e adduzione dell'arto superiore sull’asse verticale, sul quale avviene la rotazione interna ed esterna del braccio sull’asse frontale, dove avviene l'anteposizione e la retroposizione dell'arto. La Clavicola è un osso lungo a forma di "S" disposta traversalmente tra Sterno e Scapola. L'Omero è un osso lungo e forma lo scheletro superiore del braccio: la parte superiore dell'Omero ha una superficie levigata a forma di semisfera e rivestita di cartilagine, la testa dell'Omero; questa parte anatomica si raccorda con la "Cavità Glenoidea" della Scapola al fine di creare la possibilità di movimento dell'articolazione. Il Cercine Glenoideo contorna la cavità glenoidea ed è molto importante dal punto di vista funzionale, in quanto consente una robusta inserzione della testa dell'Omero nella Cavità Glenoidea. Una lesione al Cercine Glenoideo provoca instabilità della spalla, determinando instabilità: è quindi definito "il menisco della spalla". I Legamenti ed i Tendini sono la parte elastica dell'articolazione della spalla: avvolgono la testa dell'Omero da tutti i lati, fasciandola in più direzioni per dare stabilità e possibilità di movimento con una ampiezza degli angoli di libertà veramente strabiliante.La libertà articolare nel movimento, entro certi limiti, è insita nel "sistema spalla" ma, sia per ampliare queste libertà che potenziare la stabilità del sistema, occorrono esercizi specifici eseguiti con calma e moderazione. L'arciere usa questa articolazione in modo continuativo, gli sforzi che gli vengono richiesti sono notevoli e spesso sono amplificati da cattive posture. Riassumendo, l’Omero si incastra nella Scapola, la testa dell'Omero si appoggia nella Glena, dove ha la possibilità di muoversi con diversi gradi di libertà. I muscoli e i tendini danno stabilità alla spalla e le permettono di sopportare pesi notevoli. Il tutto deve essere allenato, con metodo, per funzionare al meglio. Ora passiamo ai gradi di libertà del movimento che ha la spalla e la sua catena cinetica. Come vedi, e soprattutto come sai, i gradi di libertà concessi alla spalla sono veramente ampi. L'arciere ne utilizza una piccola parte ma è influenzato dalla troppa mobilità articolare. Quante volte hai visto dei tuoi colleghi assumere delle posizioni quantomeno scomode se non addirittura pericolose? Abbi a cuore la funzionalità, la semplicità e la fluidità del gesto arcieristico e sportivo in genere: funzionalità, perché il gesto atletico deve rispondere a delle leggi meccaniche che gli permettano di esprimersi al meglio. semplicità, perché un gesto semplice è ripetibile nel tempo, facilmente memorizzabile e affidabile per essere inserito in una sequenza tecnico-sportiva, "la sequenza di tiro". fluidità, perché la funzionalità e la semplicità daranno vita alla fluidità esecutiva, quella che tanto ci incanta quando vediamo tirare i Campioni. Abbiamo visto che la spalla è una catena cinetica, il movimento di una parte influenza lo spostamento di un'altra: ma proprio i gradi di libertà del sistema possono nascondere un tranello " sto utilizzando i muscoli della schiena... per reggere il carico in trazione dell'arco ?" Sono sicuro che la domanda ti gira nella testa a ogni freccia che scocchi. Abbiamo detto che la Scapola è rivestita da muscoli che si allacciano con l'Omero per produrre il movimento: adesso dobbiamo utilizzarli nel loro complesso Omero-Scapolare. Se penso "porta indietro il braccio della corda fino ad allinearmi" rischio di mantenere il carico di trazione solo sul muscolo Deltoide che ricopre la spalla; un poco di carico lo prende il Bicipite, durante la trazione anche il Tricipite, l'avambraccio e ... così facendo resto appeso alla spalla che devo invece scaricare dallo sforzo per avere un buon tiro. Se ne vuoi una prova, fatti aiutare da un amico che metterà una mano, senza premere, sulla tua scapola della corda. Inizia la trazione, così come ti è normale. Se l'amico ti dirà "non si muove niente", sei appeso alla spalla, il rilascio sarà strappato, i punti si allontaneranno e la delusione salirà. Ma allora come fare? Inizia la trazione che dovrà avvenire sul piano orizzontale all'altezza delle tue spalle e sul piano verticale, non più in alto del tuo mento (la striscia verde del disegno). All'altezza della fine del collo, sull'asse orizzontale, imponiti di portare la scapola verso la spina dorsale: miracolosamente la testa dell'Omero seguirà il movimento e ti troverai appeso al Piccolo e Grande Romboide e muscoli vicini. Puoi rilassare la spalla e mantenere l'arco aperto senza problemi. Sarai più stabile e più allineato con le linee di forza che favoriscono un buon tiro. Il polso si potrà rilassare perché i muscoli dell'avambraccio non saranno troppo sollecitati, le dita si potranno rilassare senza fatica al momento del rilascio. Riassumendo: Non sono il gomito e la testa dell' Omero ad iniziare il movimento di allineamento verso le linee di forza ottimali, ingaggiando i muscoli della Scapola ma è la Scapola con i suoi muscoli a dover essere ingaggiata per prima, portandola verso la spina dorsale, con il conseguente movimento- allineamento di testa dell'Omero e spalla che favorirà l'avvicinarsi della posizione ottimale di tiro secondo le linee di forza ideali. Va chiarito che è il mantenimento continuo e costante della "tensione della schiena", fino dopo che avrai sentito la freccia che picchia nel bersaglio, che farà andare verso il tuo orecchio-collo la mano della corda, mai in nessun caso deve essere la tua volontà a portarcela. La mancanza di questa attivazione e sequenza è la causa principale dei rilasci strappati, e le conseguenze le conosci... Non dobbiamo dimenticarci della spalla e della Scapola dell'arco, anch’esse così determinanti per un buon tiro. Quanta fatica per tenere la spalla bassa, come fare a tenerla nella posizione giusta? Il problema parte da diversi fattori: posizione davanti al bersaglio, allinea la spalla dell'arco con il centro della targa, (vedi capitolo dedicato) sequenza di tiro mal organizzata e mal gestita, all'atto del sollevamento dell'arco non tieni il polso dell'impugnatura all'altezza della spalla dell'arco, sei troppo alto o troppo basso; questo favorisce disallineamenti che innescano sforzi inutili sulla spalla ed addotti. la forma dell'impugnatura e la posizione della tua mano sulla stessa, non spingi l'arco continuamente verso il bersaglio. E bene precisare che bilanciare significa, "mantengo la tensione con la mano della corda e bilancio la spinta della mano dell'arco": mai una parte deve prevalere sull'altra, altrimenti comincerai a muoverti con la mano dell'arco, con il risultato di distribuire le tue frecce per tutto il paglione. Mi dirai "OK, ma anche se bilancio le spinte, ad un certo punto mi trovo da una parte, in posizione di ancoraggio e dall'altra con la spalla bloccata in una posizione dove non riesco a contrastare la trazione e rischio che la spalla dell'arco si alzi". Ecco la soluzione ma facciamo prima un piccolo ragionamento. La spalla, abbiamo detto, è molto mobile ma poco stabile: alla luce di ciò dobbiamo trovare una posizione in cui la scapola della spalla dell'arco non si trovi “appoggiata” alla spina dorsale, perché impedirebbe la buona chiusura della scapola della corda, ma neanche in una posizione troppo avanzata verso il bersaglio perché si rischierebbe di far ruotare il braccio a destra o a sinistra. Come facilmente si può intuire la cosa migliore è stare in una posizione mediana tra il fine corsa verso la spina dorsale e quello verso la linea del bersaglio. Ma in mezzo dove? Questo devi scoprirlo tu, è una variabile Biomeccanica e Psicologica, pertanto diversa per ognuno di noi, ma ... prova a fare così: non tirare, in allenamento, utilizzando il clicker fino a quando la procedura non sarà acquisita stabilmente alza l'arco con i polsi dell'impugnatura e della corda, all'altezza delle spalle, comincia ad aprire l'arco per scoccare il tiro, bilancia la spinta e la trazione. Mantieni un movimento continuo, della spalla dell'arco verso il bersaglio, anche se la spinta sarà quasi impercettibile sarai arrivato in ancoraggio, la Scapola con i suoi muscoli è ingaggiata l'allineamento è vicino all'ottimale e, quando ci sarà, dovrai allentare la tensione delle dita che trattengono la corda; ma prima concentrati sul bersaglio e solo lì. La spalla dell'arco continua impercettibilmente a spingere verso il centro continua a spingere e tirare con delicatezza infinita, concentrati e... la freccia parte per incanto. Non hai fatto fatica, non sei stressato, il tiro si è rivelato. Tutto questo è concettualmente semplice ma per impararlo bisogna lavorarci: per correttezza devo dire che la buona riuscita di quanto descritto è legata ad altri fattori, non ultimo una buona postura, il mantenimento della "T", la mano sull'impugnatura... ma come sempre ricordati che sei un Arciere e la via dell'apprendimento di questa arte è lunga e faticosa. Ma non disperare. Buon tiro...
«siamo così»